Zincografica di Osvaldo Plana

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OSVALDO PLANA

n. Alessandria 27/10/1922 – m. Alessandria 6/3/2003
La vita di Osvaldo Plana si può dividere in due grandi filoni che prendono il nome “Zincografica” e di “Campione di Tiro al Piattello”. Questi i due grandi filoni di vita attiva in Alessandria. Sulla  persona si può sottolineare lo spirito imprenditoriale e la  generosità che giunge a un vero e  proprio mecenatismo e, comunque, ad un altissimo senso di altruismo. Negli ultimi tempi di guerra, arrestato dalle truppe tedesche, rischia addirittura la fucilazione per aver aiutato (con carte fasulle da lui stesso stampate) alcune famiglie assolutamente indigenti.

Osvaldo Plana, con la “Zincografica”

Plana rileva la Zincografica nell’immediato dopoguerra (secondo semestre del 1945). Fino ad allora si chiamava “Foto Moderna” del fotografo sig. Carbone. La “foto Carbone”, in città, godeva di notevole prestigio. La ditta, a livello artigianale, ha la sua prima sede in piazza della Liberta, a fianco dell’edificio anni ’60 della Banca BNL, sul lato sinistro di chi guarda, del Palazzo del
Comune.

Rimane miracolosamente intatto il bozzetto per l’insegna esposta al museo della Zincografica ad opera di Sassi.

Successivamente in un cortile fiancheggiante la “cararola”, in via Tripoli avviene lo  spostamento nel 1958/59, (forse per I’imminente ristrutturazione dell’ edificio?). Piana sposta la sede ed acquista il locale, che venderà solo al cessare dell’attività, e varia anche il tipo di specializzazione spostandosi alla fotoincisione su metallo.
E’ praticamente l’unica piccola industria alessandrina di fotoincisione (fino ad allora su zinco, poi su rame); se ne servono tutte le tipografie della zona. Piccola industria I’abbiamo definita, ma meglio sarebbe dire attività artigianale, anche se negli anni ’70-’80 giunge ad avere undici dipendenti. Il suo disegnatore ufficiale, anche se libero professionista, è Franco Sassi.
Importante la produzione di cilindri da rotocalco in rame la cui lavorazione si abbandona nel 1988. La Zincografica di Osvaldo cessa nell’anno 1993. Piana, da grande mecenate qual era, sistema ogni cosa. Dona agli ultimi tre dipendenti (Serracane, Negri, Bassani) macchinari e avviamento. Li aiuta in ogni modo a mettersi in proprio. Allo stato attuale la Zincografica non è morta, prosegue l’attività in via S. Maria di Castello 31, con il nome di “Nuova Fotozincografica”, ad opera del solo Bassani.
Vedovo dai primi anni ’90, Piana ha due figli: Romano e Ivana.
Muore in Alessandria nell’anno 2003

APPENDICE: brevi cenni di tecniche di stampa.
Nel corso del secolo XX, le tecniche di stampa più in voga e soprattutto commerciali (per  intenderci quelle che ci permettono di avere la carta stampata dei giornali, delle etichette, dei  manifesti pubblicitari), sono sostanzialmente la litografia e la tipografia. In Italia, nel dopoguerra, (in Alessandria rarissimi esempi perdurano fino agli anni ’60), la litografia abbandona la gloriosa pietra di Senefelder (dalla quale prende il nome di “scrittura sulla pietra”) per affidarsi alle zinco granuloso disegnato a inchiostro o matita grassa e più tardi ancora alla carta “brunita”. La tipografia dei caratteri mobili di piombo ha origini ben più
antiche a partire da Gutenberg nella metà del ‘400 (forse molto prima dai cinesi e forse anche da altri stampatori europei).La tipografia necessita quindi delle “letterine mobili” che vengono  composte inizialmente a mano una per una ma deve anche, assieme alle lettere, assemblare immagini e disegni. Questi (tavolette di zinco) sono i Clichets che per l’appunto la Zincografica  produce. Dalla vecchia composizione a mano si passa alla macchina Linotype che necessita comunque dei clichets della nostra Zincografica. La Linotype sostituisce la mano dell’uomo  semplicemente nell’assemblare le lettere. Immaginate una macchina da scrivere sulla quale  l’operatore batte il testo. La sua battitura richiama matrici che si riempiono istantaneamente di  piombo fuso e si posizionano in sequenza a formare un testo, fresco fresco, di fusione. Fa passare il tempo di posizionamento dei caratteri.

(Materiale raccolto dall’architetto Teseo Sassi)